Inizia il Festival della Valle d'Itria
di Redazione
14/07/2020
Cultura

Il borghese gentiluomo di Richard Strauss inaugura questa sera alle 21.00, nell’atrio del Palazzo Ducale, il 46° Festival della Valle d’Itria. Nel rispetto delle prescrizioni anti corona virus è stata allestita la platea da 311 posti rispetto agli usuali 875.
L’edizione 2020 del Festival ha come titolo Per ritrovare il filo. È costruita intorno al mito di Arianna dalle fonti classiche sino alle sue elaborazioni del Novecento. Il 2020 segna anche un traguardo importate: i quarant’anni di presidenza di Franco Punzi. Nel 1980, quando l’ideatore della manifestazione, Alessandro Caroli, ne lasciò la guida, fu Paolo Grassi a volere al vertice del Festival l’allora sindaco di Martina Franca che ha il merito storico di avere assicurato la continuità, la crescita e il consolidamento della manifestazione.
L’opera di Strauss è proposta nella rara edizione del 1917 con il libretto di Hugo von Hofmannsthal, tratto dalla commedia di Molière, in una versione ritmica in italiano curata da Quirino Principe, fra i massimi studiosi del compositore tedesco. «Questa nuova versione del Borghese gentiluomo, da sempre testo di analisi e critica della società, ha nell’edizione martinese un punto di forza nella presenza di Stefano Massini, tra i massimi drammaturghi del teatro contemporaneo, nonché consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, al quale il Festival ha commissionato tre monologhi che prenderanno le mosse da Molière per parlare del nostro tempo» si legge nella nota stampa diffusa. «Gli interventi di Massini si inseriranno all’interno della drammaturgia dell’opera come lenti di ingrandimento sul valore del denaro nella società oggi, sul ruolo dell’artista e sul teatro».
Stefano Massini evidenzia: «Quattro secoli fa, Molière ha scritto un testo su un borghese pieno di quattrini che per sentirsi accettato dalla sua cerchia vuole prendere lezioni di musica, di danza, di filosofia. In passato, a partire almeno dal Satyricon di Petronio, i ricchi si sentivano in dovere di acculturarsi. I soldi servivano, certo, ma bisognava negarli in qualche modo: perché erano un’onta, lo sterco del demonio. Oggi, invece, i soldi vengono ostentati. Non esiste più il ricco che Carl Barks ha descritto nel 1947 quando ha inventato Zio Paperone, ispirandosi al Canto di Natale di Charles Dickens: un personaggio solo, isolato, senza moglie, nascosto nella sua fortezza con il simbolo del dollaro. Nel nostro tempo, Zio Paperone diventa presidente degli Stati Uniti».
Lo spettacolo, articolato in tre parti, avrà la mise en espace curata da Davide Gasparro, attore e regista della scuola del Piccolo Teatro di Milano al quale saranno affidati gli interventi di Massini per le recite del 22 e del 25 luglio nonché del 1 agosto. Gasparro rileva: «Tecnicamente una mise en espace implica un’ipotesi di lavoro in cui i diversi elementi vengono, per così dire, gettati sul palcoscenico. Nel caso del Borghese ci muoviamo su quel terreno sottile che separa il teatro musicale dal melologo e dal teatro di prosa: piuttosto che rischiare le forzature di una coerenza a ogni costo, penso sia meglio sottolineare i punti di fuga e di giunzione. Ecco perché ho immaginato uno spettacolo costruito per frammenti visivi, che restituisca in modo adeguato il carattere della commedia».
La partitura di Strauss è affidata all’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari diretta da Michele Spotti, classe 1993, che torna a Martina Franca dopo i successi ottenuti la scorsa edizione con Il matrimonio segreto «Quella del Borghese gentiluomo è un’orchestrazione a dir poco rivoluzionaria con delle soluzioni che in certi casi mi sembrano addirittura vicine al linguaggio di Stravinsky, al neoclassicismo di Pulcinella» spiega Spotti. «Allo stesso tempo, è innegabile una correlazione con i lavori precedenti di Strauss, che non a caso dissemina nella partitura molte citazioni: non solo dall’Oro del Reno o da Rigoletto, ma anche dal suo Don Chisciotte, durante la cena finale. In fondo, anche Don Chisciotte combatte contro qualcosa che non può superare, come Monsieur Jourdain che aspira a una posizione aristocratica che non raggiungerà mai».
Nel cast le parti musicate di Monsieur Jourdain saranno affidate a Vittorio Prato, mentre il Pastore sarà Ana Victoria Pitts e la Pastora Barbara Massaro. Nello spirito originale della comédie ballet di Molière andata in scena nel 1670 con le musiche di Lully, e della successiva ricreazione di Strauss/Hofmannsthal, a Martina Franca Il borghese gentiluomo sarà rappresentata con performance anche di danza, con i movimenti scenici eseguiti da Matilde Gherardi e Fabrizio Di Franco, ideatore degli stessi, realizzati in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto.
Lo spettacolo sarà anche trasmesso in diretta streaming sia sulla web tv della Fondazione Paolo Grassi che su Italiafestival.tv, la piattaforma dell’associazione dei festival italiani che quest’anno ha voluto estendere la partecipazione agli eventi delle manifestazioni in Italia agli spettatori dei cinque continenti. Ciò attraverso la rete di ambasciate, consolati e istituti italiani di cultura nel mondo con Estate all’italiana Festival 2020, il progetto congiunto fra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Italiafestival. Si tratta sia di far sentire più a casa gli italiani all’estero che di offrire al pubblico internazionale l’accesso a oltre due mesi di programmazione di spettacoli fruibili online in streaming e on demand gratuitamente in tutto il mondo.
L'immagine in primo piano, di Marta Massafra, è pubblicata per gentile concessione del festival della Valle d'Itria. Quella in alto, che raffigura l'atrio del Palazzo Ducale allestito con i 371 posti a sedere opportunamente distanziati, è tratta da Noi Notizie.
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Pietro Andrea Annicelli